oroScopiamo – Giugno

Eh sì, anche questo mese dovrete sorbirvi questo inutile ma divertentissimo Oroscopo mensile. Sta iniziando il caldo vero, l’estate, tempo di Sammontana gelato all’italiana e sesso sudatissimo e toglifiato. Oggi l’ormone sta scrivendo al posto mio, vi tocca un Oroscopo popporno. Buona lettura!
p.s.= le posizioni che consiglio, come di consueto, le ho prese della app iKamasutra 😉

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Ariete:
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Carissimi arietini miei! L’inizio dell’estate vi ha portato finalmente la risposta al quesito che vi attanagliava, finalmente! Cosa dite? No, manco per il cazzo? Ho ancora il dubbio? Lei me la darà? Lui mi ama? Il sale nella pasta si mette prima o dopo che l’acqua bolle? Avrò preso la gonorrea? Questi e molti altri quesiti sono ancora irrisolti, dite? Ok, ok, forse vi ho dato troppo credito a sto giro. E quindi? Che aspettate? Correte cazzo! Prendete la rincorsa e sfondate il muro dell’indecisione e del dubbio! La vostra posizione: il mostro.

Gemelli
gemelli
Il mese scorso vi dissi che per voi Gemelli l’estate sarà estrema. Confermo la sensazione: farà caldo, sia esternamente ma soprattutto internamente. La vostra duplice natura vi farà faticare il doppio. Ma, come si dice, doppia fatica, doppia ricompensa! Quindi datevi da fare, intensamente e con concentrazione. Cazzo avete due cervelli no? Usateli! La vostra posizione: la sedia a sdraio.

Toro:
toro
Siamo come Tori a Pamplona. Si ok la canzone fa cagare (tranne quelle due strafregne che ballano con il povero Tommy, s’intende), ma a Pamplona i tori che fanno? Corrono, corrono e cercano di seminare panico e terrore nell’intera cittadina. Ecco, voi fate lo stesso, cercando però di seminare qualcosa di buono (ho detto seminare, non INseminare. Occhio che di estate è pericoloso) . Le torelle donna invece si facessero ispirare dal rosso, non relativo, ed usarlo come arma di seduzione, funzionerà alla grande. La vostra posizione: le forbici.

Cancro:
cancro
Un barlume di luce si intravede in questo Giugno arido ed afoso: come un secchio d’acqua gelata qualcosa vi colpisce e vi sveglia dal torpore dei mesi precedenti: una nuova avventura sessuale, un nuovo lavoro o semplicemente un nuovo complemento d’arredo arriva e vi sconvolge l’esistenza, decisamente per il meglio! E sì, per “nuovo complemento d’arredo” intendo quel bellissimo dildo nero che fa tanto pendant con la smart TV. La vostra posizione: la torta paradiso.

Leone:
leone
Così fieri, ma anche così accomodanti. La vostra duplice natura, di Re della foresta ma anche docile cucciolone dolce da coccolare, ogni tanto vi arreca dei problemi. Per carità, niente di insormontabile sia chiaro, ma che cazzo, siete dei fottuti Leoni! Già il mese scorso ve lo dissi: RUGGITE CAZZO! Senza pensare troppo alle conseguenze. A quello ci pensano gli altri. La vostra posizione: il cucchiaio.

Vergine:
vergine
Daje Vergine daje Cazzo! Forse qualcosa si smuove, lo sento! Eh no, non sono le vostre ovaie che parono costantemente in ciclo (penso che il film 28 giorni dopo parli esattamente del vostro ciclo mestruale) , ma piuttosto qualcosa di molto più viscerale. Siete pronti finalmente a godervi questa estate con una nuova pelle ed una nuova energia. Sono fiero di voi. Però se scopate mandatemi gli #aftersex, che mi piacciono assai. La vostra posizione: la pompa.

Bilancia:
bilancia

Siete esattamente come da immagine: a cazzo duro! Si ok, se siete donne non avete il cazzo, ma immaginatevelo. Vi immagino a lavoro. Prendete un post-it. Scriveteci qualcosa di zozzo ed usatelo per far eccitare qualcuno/a. Ne nascerà qualcosa di magico, ve lo assicuro. La vostra posizione: l’arco.

Scorpione:
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Madonna che bomba sarà questa estate per voi Scorpioni! Sesso droga e rock n roll! Certo, dovrete fare delle rinunce, anche importanti, in termini di distanza, relazioni ed attaccamento, ma è il prezzo da pagare per vivere la vita sempre a mille e con gli ormoni a palla, che è come vivete sempre. In questi brevi periodi di magra, consiglio una rapida soluzione: i porno. Anzi no, fate sexting, è meraviglioso. La vostra posizione: l’amazzone.

Sagittario:
sagittario
E si continua a volare, come solo voi sapete fare. Occhio però, non finite abbrustoliti come Icaro! Ponderate l’altezza alla quale volete arrivare, e soppesatene l’altezza dal terreno. Se poi cascate, vi farete molto molto male! Ah sì? Dite che avete qualcuno dal basso che vi può salvare? Buon per voi, tenetevelo ben stretto! La vostra posizione: L’affondo.

Capricorno:
capricorno
Caldo, caldo, pensieri, soldi, pensieri, lavoro, pensieri. STICAZZI! L’estate sarà solo che in salita per voi Capricorni stupendi e slanciati. Sesso alla grande (anche detto SESSONE, per i più acculturati). Tutto il resto si stabilizzerà pian piano, come una succulenta pianta grassa che col caldo è felice ed esprime appieno il proprio potenziale. Consiglio di sperimentare e di lasciarvi guidare, ne vedrete delle bellissime. La vostra posizione: Il secondino.

Acquario:
acquario
Vi siete fatti fottere alla fine? Sì? Ah, e vi è anche piaciuto? Beh oh, sono gusti, e sui gusti non si discute mai. Ricordate che però ogni tanto è anche utile usare un lubrificante, che sennò rischiate di farvi molto male. Comunque mi piacete un sacco, voi dell’Acquario, quindi per ora siete rimandati a Settembre, durante l’estate mi raccomando, idratatevi e non uscite durante le ore troppo calde! La vostra posizione: Il rodeo.

Pesci:
pesci
Il mese scorso vi avevo detto di essere cauti. Mi rimangio tutto (eh sì, anche a noi guru ogni tanto riesce di sbagliare). Siate folli, siate liberi, siate creativi e divertenti. Coinvolgete chi è intorno a voi e non fatevi comandare né condizionare in alcun modo. Sono sicuro che a Settembre sarete esausti, ma ne sarà valsa la pena. La vostra posizione: il 69.

 

Ciao, vado a bere un thè alla pesca!

la posta del Cazzo #4

la posta del Cazzo #4

Buongiornissimo! Kaffè? Bene, dopo questa introduzione da perfetto quarantenne, direi di iniziare lesto con le domande che mi hanno inviato i nostri lettori e le nostre lettrici:

F, 26 anni: caro Cazzo, che ne pensi del sesso durante il ciclo?

Cara F, l’argomento è molto vasto, direi. Personalmente non ho mai avuto problemi a fare sesso durante il ciclo, ma si sa, noi uomini siamo decisamente meno di bocca buona rispetto a voi donne (noi uomini normali, s’intende). Scherzi a parte, ho sentito le motivazioni più disparate a riguardo: in primis la “gestione dello sporco”, l’odore, il “sentire meno” (da parte della donna, chiaramente) ed altre amenità decisamente meno carine che non sto qui a descrivervi. In generale, penso che il discorso del ciclo mestruale sia ancora un mezzo tabù, da ambo le parti: noi uomini ne sappiamo ben poco, e la maggioranza delle donne non si sente a proprio agio in quei giorni. Considerando inoltre che i giorni del ciclo (ma anche un paio di giorni prima) il genere femminile diventa un mix incredibile fra un emo, uno squalo bianco, un branco di iene e Sailor Moon, si capisce che sesso e ciclo non sempre sono un binomio facile. Poi oh, per le più disinibite c’è sempre la porta di servizio per soddisfare il partner, no?

L, 25 anni: ho conosciuto un ragazzo molto carino, con cui mi trovo molto bene e con cui vorrei iniziare una relazione. Mi ha però confessato di essere un feticista dei piedi. Non so come comportarmi in questa situazione!

Ahhhh i piedi. Sono come i Dream Theater: o li si ama, o li si odia. Io, come sempre, ho una posizione moderata a riguardo: non mi eccitano particolarmente, nè mi fanno ribrezzo. Spessissimo appena ne parlo con amici o su Internet subito partono i vari “oh che schifo i piedi” “ahhhh coprili” , ma ogni tanto arriva la voce fuori dal coro che invece dice “oh ma i piedi sono bellissimi!”.

Riguardo la tua domanda, cara lettrice, non posso esserti di particolare aiuto, in quanto le variabili sono molte:
1) hai mai avuto a che fare con feticisti? Se sì, il conoscerli/frequentarli ti ha infastidito oppure no?
2) pensa a voi due in una situazione intima: ti darebbe fastidio che magari, anziché pomiciare, il partner iniziasse a giochicchiare coi tuoi piedi ed a fare tutte quelle cose mlmlmlmlmlmlml che piacciono a lui? Saresti divertita, schifata, curiosa? Come reagiresti?

In linea generale, io sono sempre stato uno che ha voluto sperimentare. Se è la tua prima volta, parla con lui e diglielo. A meno che non è un pazzo maniaco alla Dexter, secondo me accetterà di farti sperimentare cosa piace a lui, con calma e senza fretta. Sperimentare, provare, parlarne, è sempre la chiave per tutto! Se poi ti sentirai a disagio, dirgli che non funziona non sarà un gran problema, no?

B, 27 anni: eh, ho una confessione: sono attratto dai Trans.

E quindi? non mi pare tu abbia detto nulla di così scandaloso. Ognuno ha le sue fantasie, ed è giusto così! Non sono particolarmente ferrato in tema, ma ho parecchi amici (e, incredibilmente, anche qualche amica) che ha la fantasia di provare o lo ha già fatto. La ritengo una fantasia ed una voglia di sperimentare qualcosa di “diverso” come tutte le altre. Probabilmente un transessuale ispira una voglia di trasgressione, una voglia di “terra di mezzo”, che con il sesso tradizionale non si potrebbe raggiungere.

Penso però che nessuno (se non forse un paio, ma sono dei veri illuminati) dei miei amici che ha già avuto esperienze o vuole averne, ammetterebbe mai che assumerebbero il “ruolo” da passivi, o magari farsi vestire, truccare come una donna (che, leggendo qualche intervista online a persone transessuali, è quello che fanno il 90% dei loro clienti). E questo, a mio avviso, è assolutamente normale, è solo IMMENSAMENTE difficile da ammettere. Figuriamoci se in un gruppo di amici uno di loro dicesse “si si, faccio sesso con un transessuale ed il passivo solo io”. APRITI CIELO! La nostra meravigliosa società patriarcale si eccita se una donna dice “sono bisessuale”, ma crocifigge un uomo se prova a dire altrettanto. Il classico “mmm bacia un’altra donna così mi viene il cazzo duro” contro il “che schifo sei ricchione ti ammazzo”. Insomma, storie che conosciamo tutti e tutte, no?

 

Alla prossima puntata gente, vado a farmi installare delle super tettone così arrotondo lo stipendio! Venitemi a trovare, ma solo ore pasti 😉

 

 

Pene d’amore #3

Torna l’appuntamento con la poesia, un pò in ritardo visto che il Sommo autore Fiore Cava era in bilico fra la vita e la dannazione eterna, combattendo con pericolosi bacilli. MA ORA E’ TORNATO.

Quindi, ecco un componimento fresco fresco, visto il caldo.

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Tra le Gorgoni

Con la testa tra le mani tue
ho deciso finiti amori prosperosi,
con tesoretti da consumare adagio
e denti non ancora stretti.
Tra le tue labbra un bacio:
bacio la lingua immonda
e le parole poche che mi risponde;
bacio il respiro splendido e lo trattengo,
ti adotto a polmone.
Pietre di spiaggia e fuochi di mare
son meraviglie se hai occhi per guardare.
Io con i tuoi specchiavo il mondo gorgone.
Immerso nelle tue lacrime,
ho conosciuto l’amore. Immenso.
In mezzo alle braccia sadiche
si alza il mio canto libero.
Non è l’urlo cinico di pensieri
sporchi tra le natiche.
Dissemino le gambe di lugubri risate
e calce viva getto nei tuoi umori.
Sarà pietra chi mi ha salvato
e rispedito tra le gorgoni.

 

Sperando che il Sommo non perisca di stenti e febbri, alla prossima!

pornopensieri #5: la biblioteca

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Ricordo quando andavo all’Università. Mi divertivo, non facevo fatica a studiare per gli esami, avevo un sacco di amici ed amiche e studiavamo tutti assieme. All’epoca avevo una mente ancora piuttosto pura ed ingenua, da certi punti di vista. Oggi, nella metro, quando un gruppo di universitari (precisamente, tre ragazze e due ragazzi) sono saliti nel mio vagone, ho riflettuto sul fatto che all’epoca avrei potuto fare veramente schifo. Com’è che si dice signò? “Ah, erano altri tempi“. Cazzo sì, decisamente altri tempi.

Eh insomma, sti ragazzi: la quintessenza dell’ormone e della vivacità: Due more ed una bionda, vestite in semi fotocopia ( le more in shorts, maglietta e sneakers , la bionda con gonna e sandali), i maschietti neanche troppo precisi ma belli. Uno con barba incolta, capelli corvini ed occhiali, un naso importante (e si sa, chi di naso abbonda…) ed uno sguardo fin troppo vispo, non troppo alto ma massiccio, insomma un bel torello. L’altro invece, alto e magrolino, biondo molto chiaro, poca barba, senza occhiali. Il classico smilzo. Si scambiano informazioni serissime su appunti, appelli, professori, esami, aule studio, biblioteche. Alla parola “biblioteca” il mio cervello va direttamente in posizione PornHub . Sarà un cliché probabilmente, ma se i cliché sono tali è perché funzionano, no?

Verso le 19.00, i cinque ragazzi sono ancora intenti a studiare. L’aula studio è pressoché deserta. Solo pochi altri ragazzi, sparsi per il grande salone circolare, sono rimasti a studiare. Luci soffuse, il classico silenzio quasi tombale delle biblioteche, rotto solo dallo sfogliare delle pagine dei libri o dal tic-tic-tic delle dita sulle tastiere dei laptop.

Sono tutti seduti ad un tavolo da sei: da una parte ci sono due ragazze, le more. Dall’altra parte, la bionda è in mezzo ai due ragazzi. Un perfetto pentacolo che evoca forze selvagge e primordiali. Mentre studiano, una delle due more parla dell’estate che tutti attendono con ansia. Si sentono esausti, gli appelli si susseguono senza sosta. Sono al penultimo anno, tutti in regola con il programma certo, ma sanno che bisogna darsi da fare e spingere con lo studio finché si può. Dopo gli ultimi due esami ad inizio Luglio, l’estate tanto agognata si prospetta già nelle loro teste. Hanno organizzato una vacanza tutti assieme al mare, alle Canarie. Casetta affittata a poco a 50 mt dal mare, mille serate per andare a ballare, divertimento, alcool, forse della droga, e chissà cosa altro di divertente.

Le battute si susseguono. La sala si svuota. Sono rimasti solo loro. Il tavolo che occupano è piuttosto defilato dal centro della sala. Scelgono sempre quello perché non sempre riescono a tenere basso il volume della voce e preferiscono isolarsi per studiare meglio e fare meglio baccano quando ne hanno voglia. L’aria condizionata si spegne, evidentemente la curatrice della biblioteca dev’essere andata via, lasciando il posto alla guardia notturna. Che, fortunatamente non si vede. Dopo qualche minuto, il caldo inizia a farsi sentire. Le due more si lamentano dell’afa. Servito tutto su un piatto d’argento. I due ragazzi partono con una raffica di battute classicissime sullo spogliarsi, sul caldo, su quanto sia decisamente meglio studiare senza vestiti. Una delle due more, con degli occhi verdi estremamente penetranti e svegli, stupisce tutti togliendosi la t shirt e rimanendo in reggiseno. L’intimo nero di pizzo stupisce tutti i presenti. I seni fanno capolino dal meraviglioso capo d’abbigliamento, ansiosi di essere liberati. Uno dei due ragazzi, con una calma quasi ultraterrena, dice solo una frase ” Che l’estate cominci“. Girandosi lesto verso la compagna di studi alla sua sinistra, le afferra con decisione i capelli ed inizia a baciarla con foga. L’altro ragazzo, lo smilzo, è leggermente titubante. Ma, si sa, le tette sono sempre le tette. Che meravigliosa invenzione.

Si gira quindi verso le due more, rimaste in intimo. I vestiti ammucchiati con ordine sul tavolo, pronti nel caso in cui qualcuno dovesse arrivare. I capelli scuri quasi si mimetizzano con il colore dell’intimo, nero anche per l’altra ragazza. Entrambe portano le mani dietro la schiena, per slacciarsi il reggiseno. Lo smilzo fa segno di “no” con le dita, con un sorrisetto accennato appena. Si alza, e va verso di loro, posizionandosi al centro esatto del tavolo. Di fronte a lui, la bionda ed il tarchiato ci danno giù di lingua in maniera importante. Lui è già a torso nudo, lei gli sale sopra. La gonna, quale comodità infinita in questi casi. Con una rara maestria, slaccia il reggiseno ad entrambe le ragazze con una sola mano. Loro, decisamente stupite, partono all’attacco e lo poggiano di forza con la schiena alla parete piena di libri. La cintura dura ancora chiusa una frazione di secondo. Il suo cazzo in erezione è nelle loro mani esperte. Se questo è il preludio dell’estate, Luglio ed Agosto si preannunciano mesi piuttosto impegnativi, visti i presupposti, pensa lo smilzo.

Tornando alla bionda ed al torello, il tavolo al momento è un aiuto fondamentale: lei è stesa sopra, a gambe divaricate, e lui che gliela lecca con sommo gaudio e devozione. Devono stare attenti a non fare rumore, i gemiti quindi sono quasi accennati e praticamente impercettibili. Che noia dover scopare senza poter strillare di piacere. Però che fai? Stacce. Lei tiene la testa di lui ben piazzata sul clitoride, in modo tale da guidarlo e fargli capire come le piace di più. Gira lo sguardo, e vede le sue amiche che stanno succhiando il cazzo dello smilzo. Guarda lo smilzo, sta messo bene sul serio! Ecco dimostrata che la legge della L è una emerita cazzata. I gemiti aumentano incosapevolmente di volume, ma poco. Lei guarda lui, lui guarda lei. Gli sguardi d’intesa tra i due vogliono dire solo una cosa: scopare. Quasi contemporaneamente si alzano, lei si gira e lo guarda maliziosa. Ha un gran culo, lui non se lo fa ripetere due volte. Inizia a penetrarla, con calma ma deciso. Una mano sul fianco, l’altra che regge saldamente i capelli biondi. Movimenti decisi, avanti e dietro. Vuole che lei lo senta tutto dentro, ogni volta che lui spinge. Lei apprezza.

Le mani dello smilzo reggono le teste delle morette, loro lo guardano negli occhi, mentre con sicurezza gli succhiano il cazzo a turno. E’ un ragazzo fortunato, non gli era mai capitata una cosa simile. Guarda il suo amico che si sta scopando a pecora la sua amica, decide di passare all’azione di conseguenza. Afferra dal collo una delle due morette, quella con gli occhi scuri. L’altra capisce, e si scosta dal cazzo dello smilzo, che si va ad accomodare disteso sul tavolo. La mora con gli occhi chiari gli sale sopra di prepotenza, ed inizia a cavalcarlo. L’altra invece desidera solo la lingua di lui in un posto ben preciso. Si sistema quindi sopra il suo viso ed inizia a godere.

Una visione celestiale. Cinque corpi che si agitano sudati. Ansimano. Si toccano. Si guardano. Scopano. Gemono in un silenzio che però dice tantissimo. Come ci sono arrivati? Non era mai successo nulla tra di loro, se non qualche stupida pomiciata causata da troppo alcool. Il tavolo, di solido legno, regge il peso di cinque giovani corpi che ci danno giù selvaggiamente. Cazzo, la retta annuale così salata a qualcosa servirà no? Fateci scopare sui tavoli, e fateli resistenti! Il sudore aumenta, l’odore dei corpi si mischia e crea qualcosa di unico.

La bionda, messa a novanta, si sistema per leccare i capezzoli della mora che sta cavalcando lo smilzo. Che, per inciso, è del tutto perso tra le gambe dell’altra mora, che con forza si strizza i capezzoli mentre la lingua dello smilzo le muove il clitoride su e giù, esattamente come piace a lei, andando a tempo con il movimento di bacino deciso dall’altra mora.

Ma la bionda vuole di più: è al massimo dell’eccitazione, ed una normale penetrazione non le basta. “Scopatemi in due, vi prego” , sussurra. Guarda prima il torello, e poi lo smilzo, che annuiscono, eccitati come due sedicenni che guardano il porno dello zio in VHS per la prima volta. Le morette, divertite, si siedono sulle sedie, per godersi l’evento in direttissima.

Il torello si stende sul tavolo. La bionda, sopra di lui, gli prende il cazzo e lo guida dentro di lei. Si infila due dita in bocca, bagnandole copiosamente. Fa lo stesso con la bocca del torello, che la guarda con un sorriso compiaciuto. Lubrificandosi il culo, se lo massaggia con vigore. Lo smilzo la penetra pochi secondi dopo, salendole sopra. Un gemito di dolore, piacere e sorpresa fende l’aria silenziosa ed umida. Tutti e 5  si bloccano per un secondo, terrorizzati da una eventuale sorpresa non gradita, guardando verso l’entrata della biblioteca. Nessun rumore, nessuna luce, nulla di nulla. Il torello prende l’iniziativa: prende dal collo la bionda ed inizia a scoparla. Lo smilzo segue a ruota, tenendola dai capelli, scopandole il culo con forza. Le more si masturbano a vicenda, con somma gioia per entrambe. Una sorpresa arriva dalla borsa di una delle due: un piccolo vibratore bianco inizia subito la sua opera di bene massaggiando il clitoride di una delle due, mentre l’altra sapientemente usa le sue dita per darsi piacere, come solo lei sa fare.

La bionda è sudatissima, ma felice come non lo era da tempo: la doppia penetrazione era un suo desiderio, nascosto nel cassetto da sempre. Farlo in una biblioteca, con due amici, e le sue amiche che la guardano e si masturbano grazie a lei? Un vero sogno. Il cervello è sgombro, il corpo e le sue vibrazioni hanno preso completamente il sopravvento. Sta per venire, ed è una sensazione stupenda. La sua testa è tenuta indietro dallo smilzo, che gli da giù come se non ci fosse un domani, grondando vistosamente. E’ ancora più eccitato dalla vista delle due morette, che si masturbano con evidente piacere, guardandolo negli occhi e leccandosi i capezzoli a vicenda per dargli maggiore eccitazione.

Una delle due, utilizzando la sua t-shirt, lega le mani della bionda dietro la sua schiena. Questo gesto fa impazzire letteralmente la bionda, che esplode poco dopo in un orgasmo così violento da farla tremare tutta. I ragazzi, che prima la penetravano con veemenza, iniziano a placare il ritmo, permettendo alla bionda di godersi appieno il momento. E lei se lo prende tutto, il momento. Dopo qualche altro secondo di movimento ondulatorio, fa cenno all’amica di slegarla, per scendere dal tavolo e sedersi per terra, ancora un pò tremante. Le gambe le reggono a malapena, ma riesce comunque a sistemarsi.

Le more decidono che è il momento di terminare l’opera iniziata dall’amica. Hanno sete. Si sistemano a 90 sulle sedie, pronte ad essere scopate. Sanno bene che i ragazzi hanno ancora ben poca autonomia, dopo lo splendido evento appena successo sul tavolo.

E difatti, dopo un paio di minuti i ragazzi arrivano all’orgasmo, ad un minuto di distanza circa l’uno dall’altro. Le more ingoiano tutto, senza far colare nemmeno una goccia. Dai, il parquet non merita una macchia così evidente. Povera donna delle pulizie il giorno seguente.

I cinque si accasciano per terra, poggiati al muro. I libri danno fastidio dietro la schiena, ma a nessuno di loro importa. Ognuno di loro guarda in una direzione opposta: non c’è vergogna, non ci sono silenzi imbarazzanti. I cinque ragazzi sono rapiti da loro stessi, dall’odore del vicino, dal calore della enorme stanza, dall’orgasmo che li ha infiammati dall’interno come mai prima di allora.

I vestiti ritornano poco dopo addosso ai loro rispettivi padroni, tranne che per un paio di mutandine viola, di proprietà della bionda, che il torello decide di tenere per sé, come ricordo tangibile di quello che è appena successo.

I libri ritornano nei loro zaini, stipati accanto al laptop di ultima generazione.

I ragazzi si ricompongono, si asciugano il sudore. Le ragazze in bagno per risistemarsi quella parvenza di trucco sbavato e sciolto che hanno sui loro visi, stanchi ma felici. Le endorfine ancora in circolo non le aiutano a truccarsi, ma a loro poco importa. Vogliono solo una birra, passeggiando nel corso cittadino, a quell’ora della sera fresco e rassicurante.

La guardia notturna, vedendoli uscire sorridenti e beati, accenna loro un sorriso. “Guarda che studenti modello, vanno via così tardi“, pensa lui. Eh si, studenti decisamente dediti al loro ambiente preferito per lo studio.

La serata prosegue con un paio di birre, qualche sigaretta, mille risate. L’evento di quel tardo pomeriggio in biblioteca li unisce ancora di più. La casa al mare attende l’arrivo dei cinque studenti. Gli esami vanno bene. Arriva metà Luglio, data della partenza.

Lo smilzo, arrivati alle Canarie, chiama a raccolta gli altri amici con un sorriso a mille denti, aprendo la valigia davanti a loro: un meraviglioso strap-on fa capolino tra i vestiti. La mora con gli occhi chiari escalama “AH, LO VOGLIO IO“! Sfilandosi il vestitino e le mutandine lo indossa. “Hey tu, bella bionda, vieni qua” , dice con tono sicuro e imperante.

 

Sarà una splendida vacanza.

 

Qualcuna volò sul nido del mio culo

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Qualche giorno fa chiacchieravo con amici in un gruppo Telegram, ad un certo punto la discussione ha preso, come spesso accade, una piega perversa ed abbiamo iniziato a ricordare ed a descrivere i peggiori e/o più divertenti appuntamenti sessuali che abbiamo avuto nella nostra vita. Io ne ho svariati, ma non ne ho mai parlato in questa sede. Mi hanno convinto a farlo, quindi eccoci qui, mi racconto un pò , descrivendo un incontro ravvicinato (non troppo, per fortuna) con qualcosa che non dimenticherò mai.

E insomma, anni fa suonavo in una band. Partecipammo ad un festival, tanti gruppi, tanto pubblico, tanto alcool. A fine concerto chiacchieravo con alcuni amici, ed una di questi amici aveva portato con sé una sua amica. Napoletana (bonus per l’accento napoletano, super sexy a mio avviso), mora, vestita di nero, rossetto nero, smalto nero. Insomma, la tipica darkettona. Una chiacchiera tira l’altra, una birra tira l’altra, finiamo quindi a casa sua.

Era una fuori sede (non studentessa, mi aveva detto che era a Roma per lavoro), condivideva quindi l’appartamento con altre coinquiline, ma quella sera l’appartamento era tutto per noi. Daje tutta, pensai appena entrato. Mi fece accomodare nel salone, sul divano. Mi offrì una birra, ed iniziammo a chiacchierare del più e del meno. Ad un certo punto pensai: “dai, ora basta chiacchierare, partiamo all’attacco” , ed iniziai ad avvicinarmi a lei, con intenzioni parecchio bellicose. Lei, capendo subito dove stavo andando a parare, mi bloccò subito dicendo “aspetta, voglio farti vedere una cosa, vieni in camera“. Me lo disse con fare ammiccante e divertito, quindi la seguii con piacere, curioso di cosa volesse farmi vedere e gongolando a cazzo già mezzo dritto.

La sua era una camera singola, arredata con gusto, ma un pò scura. Vabe, cosa potevo aspettarmi da una goth girl se non merletti, drappi e tonalità super allegre come il nero, il bordeaux ed il rosso scuro? Un particolare però attirò la mia attenzione, ovvero un armadio a due ante, con tanto di lucchetto, con la scritta KINK incisa nel legno.

Lei, sicura, prende le chiavi del lucchetto da un cassetto, e lo apre davanti a me. Appena lo aprì, sgranai gli occhi.

Cazzo, sembrava uno dei film di Saw l’Enigmista. Possedeva ogni sorta di attrezzo per il BDSM (pratica all’epoca a me ancora del tutto oscura, se non per qualche porno guardato di sfuggita per pura curiosità o per racconti di alcuni amici dentro al ” giro” ) . Palette di varie fogge per lo spanking, gagball, manette, vibratori giganteschi, corpetti di LaTeX, maschere, collari e guinzagli, più altri oggetti di cui ignoravo completamente il loro possibile utilizzo su un essere umano consenziente.

Dentro l’armadio inoltre c’era una piccola cassettiera, dalla quale tirò fuori un paio di candele, ovviamente nere. “Spogliati”, mi disse. Lo disse in maniera tranquilla e sicura, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Non avevo mai provato nulla del genere, quindi acconsentii a provare quel ” trattamento“.

Mi stesi sul letto, nudo, a pancia in giù, seguendo le sue indicazioni. Mentre accendeva le candele, mi spiegò che il suo lavoro era quello: era una mistress professionista, di quelle che camminano sulle palle di manager, professionisti e persone di potere, che nella vita decidono e comandano, ma che nel privato hanno invece solo bisogno di spegnere il cervello e di avere qualcuno che dica loro cosa fare, come farlo e quando. Insomma, slave assoluti al servizio della loro padrona, ovvero lei.

Non mi sentivo affatto uno slave, né in quel momento né nella vita, tuttavia lei mi disse che le piacevo e che voleva farmi provare qualche “gioco“. Ed io mi dissi ” vabè sticazzi, proviamo, tanto cosa mai potrà farmi di doloroso“. Le ultime parole famose.

La cera bollente faceva male, ma era un dolore sopportabile, quasi piacevole dopo qualche minuto, tipo quando ti tatui: il corpo dopo un poco si abitua al dolore e di conseguenza la soglia aumenta permettendoti di resistere sempre più. Lei continuava, in religioso silenzio. Con movimenti quasi a tempo, piegava la candela, facendo cadere la cera sulla mia schiena, poi sul culo, poi sulle gambe, infine sui piedi. Nei momenti nei quali lei vedeva che soffrivo un po di più, si soffermava in quel punto per farmene provare di più. Cazzo se sei stronza.

Bene, ora passiamo ad altro”, mi disse, compiaciuta. ” lo avevi mai fatto?” mi chiese. Io le risposi di no, dicendole che comunque mi sentivo a mio agio e la cosa mi stava divertendo. Non l’avessi mai detto! “Divertendo” non era proprio la parola che lei voleva sentire. Quello per lei non era affatto divertimento. Era dovere, possesso, dominazione. Ma con me non stava funzionando, almeno non con le candele.

Si avvicinò all’armadio, riponendo in modo quasi stizzito le candele, ormai consumate quasi del tutto. Le davo le spalle, non vedevo quindi cosa stesse prendendo. Col senno di poi avrei dovuto girarmi. Sentii un rumore di ferraglia, lei che si avvicinava nuovamente e che mi diceva: “Ora vediamo se ti diverti ancora” . Non ebbi il tempo di guardare cosa avesse in mano che sentii un schiocco secco sulle mie piccole e delicatissime natiche. La stronza mi aveva appena sculacciato con una paletta! Rimasi interdetto per qualche secondo, ma poi la mia mente al tempo ancora goliardica e decisamente meno “perversa” di ora decise di seguire una strada che si era già dimostrata sbagliatissima: iniziai a sorridere. Non so perché, mi venne da sorridere, come se quella botta anzichè farmi male mi avesse fatto il solletico. Lei iniziò ad infuriarsi davvero, e mi colpì nuovamente. Ed io iniziai a ridere ancora più forte, ma continuai a farmi sculacciare, mentre i colpi della paletta si alternavano sulle mie chiappette, che immaginavo di un colore tendente al viola acceso.

Non ricordo precisamente cosa mi disse in quei momenti, ma presumo fosse un mix tra “CHE CAZZO HAI DA RIDERE” e “ZITTO E SOFFRI”. Insomma, ricordo solo che non fosse contenta di quello che stava succedendo.

Lanciando la paletta con forza dentro l’armadio, si diresse in cucina. La vidi tornare dopo qualche secondo con un cucchiaio di legno in mano. Voleva usare anche quello per sculacciarmi, o per altri utilizzi che non potevo, né volevo, immaginare. Vedendo il cucchiaio (aka LA CUCCHIARA) esplosi in una fragorosa risata, non riuscivo veramente a capire come avrebbe potuto farmi male con quell’oggettino di legno. Dai suoi occhi, dopo qualche secondo capii che non voleva usarlo per lo spanking. Lo impugnava, infatti, dalla parte sbagliata, e non dal manico.

La situazione iniziava a diventare troppo estrema per i miei gusti, ma decisi di stare al gioco spingendo la posta al rialzo. -“Scusa, che dovrei farci con quella cosina?” Dissi, con fare sprezzante. Lei rimase spiazzata dalla mia domanda, leggendoci sincerità e nessun tipo di presa in giro. Rimase quindi in piedi, vicino all’ingresso della cucina, riflettendo sul da farsi. Forse pensava a qualcosa di più grosso, di più imponente, o altri oggetti per incatenarmi, zittirmi, indurmi ad essere “suo“. Cosa che, ovviamente, non avevo alcuna intenzione di lasciarle fare.

Si mosse, tornando in cucina. Sparì dal mio campo visivo per qualche secondo. Tornò poi, apparentemente, a mani vuote. Vedevo che però nella mano sinistra stringeva qualcosa, ma la mano era chiusa quindi non capivo cosa fosse.

Pensavo a qualcosa di classico, ma a te devo tenerti a bada in maniera speciale, brutto stronzo”. Me lo disse con occhi glaciali, ma con un impercettibile sorriso, quasi sadico. “Sono pronto” , le risposi.

Aprì la mano. Automaticamente, mi misi a sedere nell’arco di un nanosecondo, osservando cosa aveva in mano. Era una FOTTUTA RIPRODUZIONE IN METALLO DELLA TORRE EIFFEL. Cioè capite? Voleva entrare nel retro della mia persona con quella CAZZO DI TORRE EIFFEL DI FERRO. MA SCHERZIAMO???

La guardai serissimo, dicendole -“No aspè, aspè. Tu vorresti infilarmi quella Torre Eiffel nel culo? Ma sei seria?” . Lei, con una invidiabile calma, rispose: -“Certo. A mali estremi, estremi rimedi”. 

A quel punto, capii che la strana serata volgeva al termine. Mi alzai dal letto, ringraziandola per l’esperienza ma dicendole anche che non facevano per me certe pratiche estreme. Mentre mi rivestivo, lei riacquistò la calma, uscendo dal suo “personaggio” e riprendendo i panni di una normale, giovane donna che aveva invitato un ragazzo a casa conosciuto ad un concerto. Nonostante tutto, rimanemmo a chiacchierare ancora un’oretta. Vedemmo qualche video su Youtube delle band che piacevano ad entrambi, bevemmo un’ultima birra e ci scambiammo il numero, “magari ci si vede per una birra in tranquillità“.

La birra insieme, ovviamente, non ci fu mai. Io non la richiamai, né tanto meno lei. Fu la mia prima esperienza (strana, ma pur sempre un’esperienza è stata) con il mondo BDSM, universo che tutt’ora mi affascina e di cui devo ancora imparare il pieno potenziale. Come tutte le cose, alcune pratiche mi piacciono moltissimo, altre meno, altre le trovo assolutamente non eccitanti o che non fanno assolutamente per me.

Detto questo, riflettevo sul fatto che probabilmente scriverò altre storie che riguardano me, datemi quindi una mano a trovare un nome per questa ennesima rubrica. Chi vince è autorizzato/a a schiaffeggiarmi il culo!

E vi prego, tenete lontana da me la torre Eiffel, ne ho fobia da allora!

 

 

la posta del Cazzo #3

Altro giro, altra posta. Questa volta le domande sono belle impegnative, devo dire. Quindi preparatevi ad argomenti forti, anche se alla fine confido nel fatto che siete una massa di sporcaccioni assatanati se leggete sto blog, quindi in realtà, riflettendoci, non vi scandalizzerete più di tanto).

L, 23 anni: la mia coinquilina ha il fidanzato a Torino e lei è a Roma. Chiede: è giusto mantenere viva la passione con il sesso tramite webcam?

Cara L, non solo è giusto, E’ SACROSANTO! Le relazioni a distanza sono molto impegnative, anche perchè la parte sessuale, fisica, di contatto, è ovviamente più dilatata nel tempo e quindi bisogna necessariamente trovare dei modi “alternativi” di stare vicino al proprio partner. Dalla tua domanda, presumo non avete mai provato a fare sexting o sesso in webcam, di conseguenza quale miglior modo di provare se non farlo? E’ inutile che ti dica cosa scrivere, come scriverlo o altro. Tu sai cosa gli piace, come gli piace, e sai (spero) come provocarlo e quali sono i suoi “punti deboli”, sessualmente parlando. Quindi, accendi sto skype and have fun! (p.s.= se per caso poi avanza un video, ti giro la mia mail in privato).

L, 24 anni: dopo che scopo con una tipa che faccio per massimizzare la probabilità di scoparci un’altra volta?

Tu sicuro fai economia, se usi il termine “massimizzare”. La fregna non è un’azienda cazzo, usa termini più consoni quando parli delle donne per dio. Comunque, che ti devo dire: già che ci hai scopato una volta dovresti ringraziare tutti i santi in paradiso, ora pretendi anche che te la dia di nuovo (ammesso che si ricordi il tuo nome, chiaramente). No dai, scherzi a parte, dovresti capirlo tranquillamente se ha voglia di rivederti: basta vedere se non ti ha bloccato su Whatsapp.

 

C, 29 anni: ho la fantasia di farmi scopare dal mio cane. Che faccio?

Ehhhhhh tesoro mio. Argomento spinoso assai. Non sono ferratissimo a riguardo, in realtà. Non so se sia legale in Italia (sì, potrei cercare su Google ma non mi va per nulla), inoltre a mio avviso pone tutta una serie di questioni etiche: come si fa a stabilire se l’animale sia consenziente o meno? Come si fa a percepire se prova o meno dolore, o piacere? Qual’è il confine tra il voler bene al proprio animale domestico, nel caso di animali “propri” ed “amarlo” carnalmente? Certo, il tema è assai dibattuto e “scomodo“, ma fa parte della gigantesca sfera delle perversioni, feticismi, fantasie oscure e malate che ognuno di noi ha (e non dite di no, le abbiamo tutti, più o meno celate). Non mi sento quindi di dare un giudizio in merito, né di dirti cosa fare. Andare in un negozio e comprargli un nuovo collare no, eh?

 

L, 31 anni: Io vorrei sapere perché i maschi non ammettono mai che si farebbero inculare da una donna con una cintura.

Ed io vorrei sapere perché voi donne non ammettete mai di vedervi i porno. O che vi piaccia scopare esattamente quanto piace a noi penemuniti. Detto questo, non lo ammettono sempre per il motivo di cui parlavo l’altra volta, nella domanda relativa al ditino nel buchino: paura inconscia di essere visti meno “maschi” da parte vostra? Forse pensano che se si fanno inculare con uno strap on diventano gay magicamente? Ammettere ad una donna una cosa del genere non è affatto facile, in realtà. Le stupide “regole” maschiliste e patriarcali a cui siamo abituati, e con le quali siamo cresciuti, ci inculcano l’idea che il maschio trivella—>la femmina viene trivellata. Stop. Di conseguenza, qualsiasi ammissione contraria a tali regole viene subito travisata, o nascosta, o non comunicata. Con la conseguenza che molti maschietti, in questo caso, non possono o non riescono a vivere la propria sessualità appieno. E qui, sta a voi donne far sentire a proprio agio il partner ed ascoltarlo. Non è un dildo nel culo che li renderà meno maschi, anzi.

 

Detto questo, sono esausto, vado a bermi un caffè. Le vostre domande mi distruggono emotivamente. Alla prossima. Saluti dal vostro Cazzo preferito.

Oroscopiamo – Maggio

Buon pomeriggio cari lettori e lettrici e benvenuti alla seconda puntata della ormai famosissima rubrica Oroscopiamo! Iniziamo lesti con le previsioni del mese, a sto giro mi sento magnanimo.

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Ariete:
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Bravi, arietini miei belli. Avete seguito il mio consiglio, mi dicono dalla regia. Le corna che vi sono state installate sono servite a qualcosa! Vi siete fatti spazio, avete lottato, avete reagito, avete tirato fuori le palle (o le tette) e vi siete fatti valere. Sono fiero di voi. Ma, sento che c’è ancora un tassello mancante per la piena realizzazione, in questo mese: chiedetevi se c’è qualcosa che manca. Fermatevi a riflettere davanti ad un caffè, da soli. Capite cosa c’è che non va. C’è sempre qualcosa che non va, anche se non sembra. La vostra posizione: il cucchiaio.

Gemelli:
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Scusate
, ho esagerato lo scorso mese. Vi ho portati sul baratro della perdizione e della follia. Siete esausti, svuotati di energie. Felici, per carità. Le esperienze fatte vi hanno fatto crescere e vi hanno caricato di ricordi, emozioni e sentimenti contrastanti, ma piacevoli. Ora, interiorizzateli e riposatevi. L’estate sarà estrema. Doppiamente, per voi. La vostra posizione: un rilassante missionario.

Toro:
toro
Vedete rosso ovunque. Siete furiosi, nervosi, sulle spine. I motivi sono molteplici, ma tutto a mio avviso si concentra sulla sfera della coppia, o in generale delle relazioni: non siete appagati, non avete stimoli, non trovate come uscirne. Non ho soluzioni, le soluzioni non esistono mai. Conscio che la primavera sia una stagione bellissima, di rinascita, respirate i profumi dei fiori (se siete allergici, cazzi vostri) e fatevi ispirare. La vostra posizione: il loto.

Cancro:
cancro
Aprile è stato un mese di magra. Non avete voluto ascoltarmi, e vi sta bene. La vostra testardaggine è veramente estrema. Vi circondate di amici, affetti, attenzioni, persone, ma alla fin fine fate sempre come cazzo vi pare. Siete come un camion a folle in discesa, nessuno vi ferma. E, se vi schiantate, saranno solo cazzi vostri. La vostra posizione: Il rodeo.

Leone:
leone
L’immagine è eloquente: non guardate cosa avete di fronte. Si, siete belli, fighi, immortali, potenti, accattivanti. Ma non osservate cosa avete di fronte! Toglietevi la benda, vivete appieno il momento (o i momenti) che si presenteranno, al 100%. Ne gioverete voi, ne gioverà chi avete accanto in quell’istante. Ruggite! La vostra posizione: la vite.

Vergine:
vergine
Penso di avere grossi problemi con voi. Non vi capisco, davvero. Ma, come sempre, cerco di andare oltre gli schemi assurdi che avete in testa, quei cazzo di paraocchi che non so come vi crescono autonomamente, togliendovi la possibilità di ammirare la bellezza di NON ragionare secondo schemi e percorsi mentali predefiniti. Liberatevi, ve ne prego. La vostra posizione: La tartaruga.

Bilancia:
bilancia

Equilibrio non vuol dire noia. Mi sa che il viaggetto sullo yacht dello scorso mese ha assorbito il 100% delle vostre energie e della vostra fantasia. Avete due piattini, uno da una parte ed uno dall’altra: tocca a voi capire quale dei due riempire di nuovi spunti creativi e da che parte far pendere l’ago della vostra vita. La vostra posizione: La vite.

Scorpione:
scorpione
Adoro
questo mese per voi scorpioncini. Rilassati, con tanti nuovi progetti in mente. Amore a palla. Il lavoro mmm, langue ma comunque è presente. Aiutate chi avete accanto, ne gioverete voi in primis. Il vostro naturale egoismo verrà messo a durissima prova. Splendete e dimostrate che non ragionate solo con le vostre parti intime. La vostra posizione: la sedia a sdraio.

Sagittario:
sagittario
Hey, ora che siete tornati tra noi comuni mortali, come vi sentite? Io ne sono ben lieto. Potrete apportare alla comunità umana tutta la vostra infinita conoscenza e saggezza. No dai, vi sto prendendo per il culo: ne avete ancora di strada da fare. Scopate di più, ragionate di meno. Lanciatevi, sperimentate e divertitevi. La vostra posizione: La croce.

Capricorno:
capricorno
Ahhhh, il sole splende, gli uccellini cinguettano innamorati. Il mare porta a riva un messaggio in bottiglia con scritto dentro: DAJE TUTTA! State a palla, emotivi, splendidamente felici. No, non sbaglio affatto. Non vi sentite tali? Scavate dentro di voi. Secondo me manca poco a capirlo, un singolo orgasmo o una canzone dedicata da qualcuno. La felicità è bella, non nascondetevi dietro un dito. La vostra posizione: La lap dance.

Acquario:
acquario
La vostra logica è innegabile (cit), eppure c’è ancora qualcosa che mi sfugge. Vi fate trasportare, raramente è vero, ma ogni tanto succede. Ed in quel momento è come se una nuvola vi stia scopando: ma che cazzo sta succedendo? E’ altamente improbabile che una nuvola abbia il cazzo. Eppure, nella vostra testa, succede esattamente quello. La follia prende il posto della lucidità. E siete fottuti. Non fatevi fottere! La vostra posizione: La carriola.

Pesci:
pesci
Anche qui, il vostro essere duplici può essere una benedizione, o una maledizione. Vi dividete continuamente tra l’essere posati ed essere pazzi. Ma che cazzo, io vi direi di fare i pazzi. Aprile è stato un mese di magra, di noia, di apatia. E’ primavera, ormoni a palla baby! Ma occhio: gli ormoni, notoriamente delle orme grandi grandi, lasciano tracce spesso evidenti. Siate cauti. La vostra posizione: Il secondino.

 

Se non divento famoso con questa cazzo di rubrica apro un blog di musica popolare finlandese.

Al prossimo mese, bacini dal vostro Cazzo!